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itinerari -
Chiese
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Di stile secentesco il complesso nacque per
volontà di quattro nobildonne che presero il velo nel 1604. Con i lavori del
1669 che inglobarono al complesso il convento
di Regina Caeli, fu realizzato il chiostro di pianta quadrata e con cinque
arcate per lato.
Nel 1611 quattro nobili napoletane, tra cui Ippolita e Caterina
Ruffo, che di recente avevano preso i voti di clausura, si trasferirono nel
convento di Santa Maria degli Angeli,
ribattezzandolo col nome di San Giuseppe. Nel 1669 la chiesa preesistente fu
abbattuta e si comincò a costruirne una nuova sotto la direzione di Dionisio
Lazzari, che non portò a termine i lavori, interrotti nel 1674. La facciata
venne completata agli inizi del XVIII secolo da Arcangelo Guglielmelli, che inserò
il portico con la doppia scalinata in marmo e piperno. L'impianto è a croce
latina con volta a cupola e due cappelloni simmetrici nel transetto. L'interno
presenta una ricca decorazione barocca, il cui disegno è attribuibile allo
stesso Lazzari. Gli affreschi della cupola, raffiguranti il Trionfo di San Giuseppe in Paradiso,
sono opera di Francesco De Mura (1741). Quelli dei pennacchi riportano gli
Evangelisti, attribuiti a Paolo De Majo. Nel cappellone di Sant'Agostino,
decorato dai marmorai Bartolomeo e Pietro Ghetti su disegno di Giovan Domenico
Vinaccia, si ammirano un dipinto di Luca Giordano (la Trinità)
e due statue di Giuseppe Sanmartino (i Santi Pietro e Paolo, 1760-65).
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